Stefano Casciu sulla mostra Una città ideale

Redazione SMS MAG

28 Gennaio 2019

SMS MAG ha intervistato Stefano Casciu sulla mostra Una città ideale

Il direttore del Polo Museale della Toscana Stefano Casciu racconta a SMS MAG come è nata la mostra Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi di Siena, visibile al Santa Maria della Scala fino al 5 Maggio 2019.

Inaugurazione mostra Una città ideale

Come è nato il progetto che ha dato vita alla mostra Una città ideale?

Il progetto di questa mostra, dedicata alla pittura nordica nella collezione Spannocchi, nasce da una collaborazione, ormai molto viva e che ha già dei precedenti importanti, tra il Polo Museale della Toscana, la Pinacoteca Nazionale di Siena e il Santa Maria della Scala – Comune di Siena. Questa collaborazione è stata sancita dall’accordo di valorizzazione del Sistema museale cittadino firmato nel 2017 fra il Comune di Siena e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha portato già importanti contributi per il Museo Archeologico all’interno del Santa Maria della Scala e per il riallestimento della Cappella delle Reliquie con lo spostamento dell’Arliquiera del Vecchietta. Questa è un’ulteriore importante tappa nella quale opere della Pinacoteca Nazionale e opere del Comune di Siena (come in questo caso facenti parte della storica collezione prima Piccolomini poi Spannocchi) sono state riunite per rievocare una collezione per Siena molto importante.

Perché è così importante?

Perché è una delle poche collezioni, se non l’unica, privata ma ormai pubblica, che per la parte della pittura è rimasta tutto sommato integra rispetto alle tante altre collezioni senesi. Integra, ma divisa tra due istituti per le vicende storiche che l’hanno contraddistinta. Per cui quest’idea di riunire per adesso in una mostra temporanea quelle che sono opere legate alla pittura nordica, fiamminga, olandese o tedesca è stata una scelta importante. Tra l’altro ricordo che alla mostra Una città ideale hanno contribuito anche le Gallerie degli Uffizi col prestito dei due dipinti di Albrecht Altdorfer delle Storie di San Floriano, opere importanti di grande qualità che nel 1914, per un accordo dell’epoca (prima ancora dell’esistenza della Pinacoteca Nazionale), gli Uffizi scambiarono con l’Istituto di Belle Arti senese. Quindi a Siena arrivarono due opere di scuola senese e invece agli Uffizi queste due. Forse oggi questo scambio non lo faremmo più, ma non è possibile tornare indietro…

Le opere dello scambio non hanno lo stesso valore?

Sono sicuramente più importanti i dipinti di Albrecht Altdorfer e poi, comunque, c’è anche l’aspetto dell’unità della collezione. È chiaro che ora, generosamente e come è giusto che si facesse, sono stati concessi i prestiti, ma si tratta di prestiti alla mostra, temporanei, mentre una riunificazione definitiva è molto improbabile perché questo scambio risale ormai al 1914, quando la Pinacoteca Nazionale neanche esisteva. Resta il fatto che questa è una mostra che ha anche un grande fascino per il pubblico, soprattutto per le scelte che sono state fatte.

Martirio di san Floriano (1518 – 1520 circa) di Albrecht Altdorfer

Congedo di san Floriano (1518 – 1520 circa) di Albrecht Altdorfer

 

Iscriviti a SMS MAG LETTER