LUNEDI’ CRITICO: Fabio Severino

Redazione SMS MAG

1 Aprile 2019

Su SMS MAG il nuovo appuntamento con la rubrica Lunedì critico che indaga il rapporto tra innovazione, cultura e società dialogando con addetti ai lavori

A cura di Lorenza Fruci

Il quarto appuntamento di Lunedì critico, la nuova rubrica di SMS MAG che indaga la relazione tra innovazione, cultura e società interpellando operatori culturali, dà la parola a Fabio Severino, Senior Advisor del fondo d’investimento Oltre venture per i settori cultura e turismo.

Qual è la sua idea di innovazione dal suo punto di vista di economista della cultura?

Sicuramente il coinvolgimento del pubblico, utente o meno, nella sostenibilità della cultura. Siamo stati abituati a casse pubbliche generose e spendaccione. Pratica che si è rivelata irresponsabile e non efficace. Irresponsabile perché le tante risorse che giravano (e questo vale purtroppo non solo per la spesa culturale) erano insostenibili, non c’erano, e per di più non generavano nuova economia. Insomma, erano costi non investimenti. Non solo quindi si è speso di più di quello che si aveva, ma soprattutto non si è innescato nulla. Chi produceva cultura pensava di poter sprecare; chi fruiva cultura riteneva di aver un diritto di credito inesauribile. Necessità invece ha fatto virtù. Spendere meno ha significato anche spendere meglio. È cominciata a diffondersi un’offerta spesso anche di maggiore qualità, più attenta ai risultati. Di solito efficacia ed efficienza vanno a braccetto. Contemporaneamente l’audience culturale – complici anche altri fattori sociali quali crescite di scolarizzazione, accesso tecnologico e benessere economico – ha iniziato a rispettare l’offerta culturale, ad apprezzarla, a distinguerla e giudicarla, fino a sostenerla, direttamente e indirettamente. Biglietti, abbonamenti, sponsorizzazioni, donazioni, affiliazioni: sono tutti contributi simili da diversi ruoli sociali giocati. Un nuovo rapporto offerta-domanda paritario, equilibrato, ritengo sia la più proficua innovazione culturale a cui stiamo assistendo.

LUNEDI’ CRITICO: Valentina Tanni

Tre parole chiave per definire l’innovazione.

Sostenibilità, reciprocità, ascolto.

Una best practice prodotta da un processo d’innovazione in una istituzione, centro culturale, museo, teatro… e l’elemento innovativo che l’ha caratterizzata.

Tutte le nuove direzioni museali introdotte dal MiBAC negli ultimi anni, che hanno permesso la responsabilizzazione dei rispettivi direttori. Quindi per ciascuno a modo suo la messa in atto dell’innovazione sopra menzionata. Forse l’esempio più mediatico, è la Reggia di Caserta. Ma sono tutti vasi di Pandora. Bastava aprirli.

LUNEDI’ CRITICO: Michele Trimarchi

Quali semi di innovazione ha il mondo dell’arte italiana che ancora non è riuscita a mettere a frutto?

Sembrerò di parte, ma il cambio generazionale non è ancora in atto quanto dovrebbe. Si sta facendo invecchiare inutilmente, ovvero non proficuamente, la mia generazione, quella dei quarantenni. Fra poco diventeranno cinquantenni, perdendo fisiologicamente quella spinta, carica di innovazione, che ogni età ha. E i quaranta sono la maturità, professionalmente sono i più belli, i più ricchi. Non perché non si possa “spingere” a cinquanta o a sessant’anni, ma perché o lo si è iniziato nel momento giusto, oppure si va in fuori fase, si perde il sogno, quella poesia che se ti lascia non recuperi intimamente più. Vedo tanti quarantenni, bravi, bravissimi, sprecati.

LUNEDI’ CRITICO: Massimiliano Capo

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