ZOOM: Vedere o Essere Visti nel Museo d’Arte per Bambini

Redazione SMS MAG

17 Gennaio 2019
La rubrica ZOOM vi accompagna alla scoperta dell’installazione Vedere o Essere Visti di Luca Pancrazzi all’interno del Museo d’Arte per Bambini del Santa Maria della Scala di Siena

Commissionata dal Museo d’Arte dei Bambini del Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena nel 2008, Vedere o Essere Visti è un’opera site-specific che, apparentemente poggiata su di una parete, diventa parte integrante del museo rendendo la parete parte nell’opera. L’installazione è una struttura con un ingresso che porta a dodici sezioni interne, compresa una che espone una miniatura del re Giacomo II Stuart, ritratto intorno al quale si è sviluppata l’intera opera. Quello che al Museo è familiarmente conosciuto come “Giacomino”, è stato il re d’Inghilterra, Irlanda e Scozia dal 1685 al 1688, dove è conosciuto anche come Giacomo VII, figlio minore di Carlo I Stuart e Enrichetta Maria di Francia.

La miniatura, che vediamo al centro dell’installazione, era probabilmente di accompagnamento a un ritratto più grande conservato oggi alla Galleria Sabauda di Torino, che raffigurava tutti e tre i figli della coppia reale. Il ritratto e la miniatura furono inviati a Cristina di Borbone (coniugata al duca Vittorio Amedeo I di Savoia) dalla sorella Enrichetta Maria di Borbone.

Ritratto dei tre figli maggiori di Carlo I, Antoon Van Dyck, 1635, olio su tela, Galleria Sabauda, Torino

Poco prima dell’inaugurazione del Museo d’Arte dei Bambini, per un fortuito caso, si è scoperto che nel patrimonio della Pinacoteca Nazionale di Siena era ed è conservata una grande tela raffigurante Cristina di Borbone con i suoi figli, che è stata quindi prestata al museo nel giorno della sua inaugurazione come a voler simboleggiare una “riunione familiare”. Entrambi i dipinti sono autografi di Antoon Van Dyck, ma la loro autenticità è incerta.

Cristina di Francia Duchessa di Savoia e i figli Margherita Jolanda, Adelaide Enrichetta, Carlo Emanuele II, tela 258×182 cm, dal Palazzo del Governo a Siena, 1868.

Dalla miniatura ha preso spunto e avvio l’installazione di Luca Pancrazzi, completamente immersiva e interattiva per il giovane pubblico a cui è rivolta. Le dodici sezioni, tranne quella dedicata a Giacomino, sono costituite al loro interno da un piccolo specchio la cui funzione è fondamentale nella fruizione dell’opera: si è invitati a scegliere tra vedere o essere visti. Le lenti all’interno dell’installazione hanno la funzione di rimpicciolire per rendere chiunque vi si specchi della stessa grandezza del re bambino, ma vi sono anche impressi gli occhi e lo sguardo di Giacomino. L’installazione coinvolge tantissimo i bambini, la formella vuota che si colloca al centro ne è la più palese testimone: è una forma di interazione con l’esterno e un punto di gioco, ma anche un motivo di scoperta. Si noti infatti il colore dell’usura conseguenza dell’istinto di toccare per comprendere dei più piccoli, i quali tendono a considerare l’opera di Pancrazzi uno spazio personale, con l’ingresso basso, a misura di bambino, quasi una trappola per adulti.

L’artista non ha voluto spiegarne l’utilizzo, è un’installazione da vivere che ben si integra con l’offerta del Museo d’Arte dei Bambini del Santa Maria della Scala di Siena. È un’opera tranquillamente e fluidamente vissuta dai bambini e l’inserimento del ritratto con soggetto un piccolo re porta con sé una sorta di democratizzazione del ritratto stesso.

Luca Pancrazzi

Luca Pancrazzi è un artista italiano contemporaneo, nato a Figline Valdarno (Firenze) nel 1961. Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Firenze, lavorando con Sol Lewitt ed Alighiero Boetti. Il tema centrale della ricerca di Luca Pancrazzi è il processo artistico in quanto tale, con l’intento di mostrare allo spettatore l’azione creatrice dell’artista mentre plasma e trasforma la “materia” conferendogli così una identità totalmente nuova. Dal 1994 vive e lavora a Milano.

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