ZOOM: Le fotoincisioni della produzione Arundel Club

Redazione SMS MAG

28 Ottobre 2019

Tra i libri della Biblioteca Giuliano Briganti anche le fotoincisioni della produzione Arundel Club della prima metà del Novecento

A cura di Lucia Simona Pacchierotti

La Biblioteca e la Fototeca Briganti hanno mantenuto nel tempo il loro ordinamento originario, quello assegnato direttamente dal Prof. Giuliano Briganti. Essendo un fondo notificato come Bene Culturale, al momento delle scelte iniziali per la sua collocazione e fruizione, si è optato per una soluzione che ne rispettasse il volere del primo proprietario per il quale sia i libri che le fotografie erano essenzialmente uno strumento di lavoro, utilizzato sia per la sua attività scientifica che per quella didattica.

Tra le pagine dei volumi negli scaffali della Biblioteca è capitato spesso di trovare delle fotografie che ci fanno immaginare il professore durante il suo lavoro, che osserva una foto, va alla ricerca di notizie sull’opera immortalata tra le fonti ed i volumi in suo possesso, e riflette sulla stessa. Un metodo di studio basato sull’osservazione diretta dell’opera d’arte, il raffronto fotografico, l’indagine delle fonti documentarie, l’inserimento dell’artista e della sua produzione in un contento storico, sociale, filosofico. Un metodo articolato e ricco di spunti, non costretto, e neanche circoscritto, ai limiti della classificazione.

Tra i libri della Biblioteca Briganti, oltre ad immagini sciolte, può capitare di ‘incontrare’ anche foto antiche, racchiuse in eleganti raccoglitori, generalmente dedicate ad un solo argomento o ad un unico monumento o a specifiche collezioni. Due di questi raccoglitori, in particolare, raggruppano una serie numerata di 102 fotoincisioni ottimamente conservate, prodotte tra il 1904 e il 1916 dall’Arundel Club di Londra, la società nata sulla scia della più conosciuta e articolata Arundel Society.

Ricordando brevemente la sua storia, la Arundel Society nasce a Londra nel 1848, lo stesso anno dei Preraffaelliti, e prende il nome di Thomas Howard (1585-1646), secondo Conte di Arundel, intorno al quale nel XVII secolo si radunano tra i maggiori intellettuali di quel periodo[1]. Tra i membri del consiglio, citiamo personalità del calibro di John Ruskin e Henry Layard che «sin dalla sua fondazione aveva mostrato un interesse particolare per la pittura murale italiana del Medioevo, che si proponeva di illustrare e divulgare tramite testi e, soprattutto, incisioni […], tali incisioni avrebbero dovuto svolgere inoltre una importante funzione documentaria nei casi in cui le opere disegnate volgessero in condizioni precarie; e […] lo stile adottato per esse avrebbe dovuto privilegiare la fedeltà di traduzione rispetto alla gradevolezza o fruibilità estetica»[2]. Tra le prime importanti pubblicazioni realizzate tra il 1853 e il 1860 ci sono una «serie di xilografie tratte dagli affreschi giotteschi della Cappella degli Scrovegni a Padova. […] tratte da copie per la prima volta commissionate espressamente per la pubblicazione»[3], mentre risalgono agli anni Settanta acquarelli di altissima qualità eseguiti dal copista austriaco Eduard Kaiser sugli affreschi della Basilica di Assisi. Copie per la maggior parte realizzate in dimensioni pressoché aderenti al vero, dalle quali si ricavavano incisioni, xilografie e cromolitografie. Un’imponente macchina di diffusione della conoscenza dell’arte, anche con volontà didattiche: le scuole stesse riuscirono ad usufruire di questo autorevole materiale. La Società, purtroppo, allo scadere del secolo XIX versava in sfavorevoli condizioni economiche e venne sciolta nel 1897.

Tornando alle immagini prodotte dall’Arundel Club di Londra, questo si era costituito nel 1904 con lo scopo di riprendere, in maniera più limitata e meno dispendiosa, la missione della primitiva Arundel Society, e cioè diffondere la conoscenza dell’arte. Il nuovo Club si concentrò sulle collezioni private inglesi, promuovendo la produzione di una serie di fotoincisioni che documentassero la ricchezza nascosta di queste collezioni. Dal 1904 al 1916 il Club finanziò la realizzazione annua di circa 20 fotoincisioni, tecnica a stampa per la quale sono i negativi fotografici a fungere da base per l’incisione della lastra metallica da inchiostrare per la realizzazione ultima dell’immagine.[1] Di tutto il procedimento, nonché della diffusione delle immagini, se ne occupò la J.J. Waddington Ltd di Londra. Le immagini in b/n di altissima qualità e definizione sono stampate su cartoncini spessi e presentano chiaramente la forma del torchio ad emulazione di vere incisioni. I soggetti sono sia sacri sia profani e gli autori scelti spaziano dall’arte italiana a quella europea, dal Medioevo al Romanticismo, sino al primo Novecento.[2]

Delle 102 fotoincisioni, 62 presentano una protezione in carta velina – che spesso reca l’immagine sfocata del dipinto trasferitasi per contatto con la superficie inchiostrata -, sulla quale sono riportati il numero dell’immagine, il nome dell’artista, la collezione nella quale l’opera è conservata ed una breve descrizione della medesima. Vi sono poi 40 fototipi non protetti da carta velina e le informazioni sono direttamente riportate sul cartoncino della stampa. L’intera produzione, suddivisa anno per anno, è stata raccolta in eleganti contenitori in cartone (spessore 4 mm) ricoperto di carta marezzata.

La Biblioteca Briganti possiede l’intera selezione fatta eccezione per due tavole: la n. 18 dell’anno 1913 e la n. 12 dell’anno 1914. Inoltre, è da evidenziare come, a distanza di un secolo di studi, molte delle opere fotografate hanno cambiato attribuzione e collezione di appartenenza.

[1]          Il Conte di Arundel fu uomo di intelletto, ottimo intenditore, collezionista e mecenate. Amico di Rubens e scopritore del talento di Inigo Jones, che porta con sè in un viaggio in Italia, egli riesce a mettere insieme una vasta ed eterogenea collezione di quadri, disegni, libri, gioielli, stampe e i marmi antichi “Arundelians Marbles”, una raccolta eccezionale nel contesto inglese del XVII secolo.

[2]          P. Tucker, Nuove testimonianze sugli affreschi assisiati: Ruskin e gli acquerelli di Eduard Kaiser per la Arundel Society, in “Studi di Memofonte”, 7, 2011, p. 33.

[3]          Ibidem, pp. 33-34.

[4]          L. Scaramella, Fotografia. Storia e riconoscimento dei procedimenti fotografici, Roma 2003, p. 144.

[5]          Tra gli artisti selezionati per la riproduzione si trovano Simone Martini, Lorenzo Lotto, Andrea del Sarto, Giorgione, Bronzino, Anthony van Dick, George Frederick Watts, Thomas Lawrence.

 

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