ZOOM: Arte Mithila

Redazione SMS MAG

27 Novembre 2018
La rubrica ZOOM di SMS MAG vi porta a scoprire l’arte Mithila con alcuni dipinti provenienti dalla scuola di Baretha nel Bihar indiano che fanno parte della collezione del Museo d’Arte per Bambini del Santa Maria della Scala di Siena

L’arte di Madhubani, letteralmente tradotta come miele dalla foresta o pittura di Mithila, è praticata nel Bihar. Questa regione è sempre stata famosa in India per la ricca cultura e i numerosi poeti, studiosi, teologi che l’hanno popolata, anche se in una società profondamente conservatrice, dove gli uomini avevano ruoli di prestigio mentre le donne marginali, confinate nelle loro case con il compito di eseguire le faccende domestiche, crescere i figli, gestire i rituali familiari tra cui la pittura muraria. I dipinti Madhubani venivano creati sui muri e i pavimenti delle abitazioni per feste, cerimonie o occasioni speciali e questa tradizione tutta femminile è stata tramandata dalle donne di generazione in generazione (la leggenda ne colloca l’inizio 2.500 anni fa).

La pittura Mithila, come attività domestica rurale, era sconosciuta al mondo fino al disastroso terremoto che colpì la regione del Bihar in India nel 1934, quando i muri delle case caddero e l’ufficiale coloniale britannico del distretto Madhubani, William G. Archer, scoprì queste pitture interne alle abitazioni, ormai visibili all’esterno. Riconosciutone il valore artistico e culturale, nel 1981 venne aperta la scuola di Baretha per trasformare questa attività domestica in arte, scuola poi ufficializzata nel 1983 come University of Arts & Crafts del Bihar dal maestro Kashyap (fondatore e direttore). L’idea nacque dall’intenzione di alfabetizzare la popolazione di questa poverissima regione, soprattutto le donne da sempre emarginate dalla vita sociale. Gli obiettivi principali di Kashyap, che erano quelli di stabilizzare la scuola, approfondirne il metodo e scrivere libri, si sono amalgamati con quelli di consolidare il rapporto tra arte e economia, fino a trasferire l’arte Mithila su oggetti di uso quotidiano, soprattutto tessuti. Non solo, tramite l’arte è stato possibile avviare un processo di apprendimento dell’alfabeto hindi.

Il metodo della scuola nasce dalla necessità di rompere l’ordine maschilista della società, secondo cui le donne erano considerate incapaci di apprendere. I punti essenziali del metodo sono: la maieutica dell’alfabeto, cioè l’estrazione delle lettere dai segni geometrici dell’arte Mithila (una lettera, nell’alfabeto hindi, è una composizione di tratti lineari e curvi con cui ogni studente ha già familiarità negli Aripan) per passare solo successivamente alla scrittura verbale; l’auto-reddito dall’apprendimento per sopperire alla situazione di indigenza degli studenti, rendendo la produzione artistica uno strumento di sostentamento economico di ogni studente, attraverso cartoline, dipinti su carta in vari formati, dipinti su tessuti, pitture murali; la trasformazione sociale, per cui la scuola è un luogo di accoglienza in cui si condivide un percorso e si convive pacificamente, in un tentativo di neutralizzazione dal basso delle distinzioni di casta in un contesto in cui le differenze non dividono, ma fanno crescere. Disciplina dei ruoli nella società, alfabetizzazione e emancipazione attraverso l’arte sono gli obiettivi a cui la scuola di Baretha e il suo fondatore ancora mirano, mantenendo aperta la scuola alle donne prive di protezione sociale.

La pittura è fatta con dita, ramoscelli, pennelli, usando tinture e pigmenti naturali, come pasta di riso, carbone e fuliggine per il nero, estratto di curcuma per il giallo, rosso per il sandalo, blu per l’indaco. I motivi geometrici, che non tralasciano spazi vuoti, fanno da sfondo a caratteristiche figure che hanno occhi sporgenti e naso appuntito. I temi di questi dipinti di solito includono elementi naturali come pesci, pappagalli, elefanti, tartarughe, sole, luna, alberi di bambù e loto, mentre i motivi geometrici spesso simboleggiano amore, valore, devozione, fertilità e prosperità. I dipinti possono essere di tre stili principali, a seconda della casta di appartenenza delle artiste, e cioè: i Bracmani, ispirati ai testi sacri dove le autrici possono sceglierne i colori; i Kayastha, anch’essi derivanti dai testi sacri ma bicromi (rosso o nero); i Dusadh, non autorizzati a ritrarre divinità e traenti ispirazione dal mondo vegetale e animale. I primi due stili pittorici sono quelli definiti Mithila Painting.

Il Museo d’Arte per Bambini ospita diverse opere di Mithila Art di autrici varie dipinte con la china su carta (2007 – 2008), provenienti dalla University of Arts & Crafts del Bihar. Un progetto educativo che ben si integra con le linee guida del museo all’interno del Santa Maria della Scala di Siena, insieme all’esplorazione e la valorizzazione di una cultura diversa da quella italiana, oggetto anche di laboratori didattici.

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