Visita virtuale della mostra Una città ideale

Redazione SMS MAG

11 Gennaio 2019

Con SMS MAG visita guidata virtuale della mostra Una città ideale al Santa Maria della Scala di Siena

SMS MAG vi propone una visita virtuale della mostra Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi di Siena, curata da Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi e Daniele Pittèri, aperta al pubblico fino al 5 Maggio 2019 al Santa Maria della Scala di Siena.

Inaugurazione mostra Una città ideale

A condurre la visita Francesca Scialla, che ha collaborato agli studi e alle ricerche sulla mostra.

La prima tappa della visita virtuale nella sezione Scene sacre è per il dipinto Martirio di san Floriano (1518-1520 circa) di Albrecht Altdorfer, proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Il dipinto, insieme al Congedo di san Floriano (esposti entrambi nella mostra al Santa Maria della Scala), in origine probabilmente faceva parte di un polittico a sportelli girevoli con almeno sette tavole raffiguranti le Storie di san Floriano, eseguito per la collegiata di San Floriano a Linz. Secondo un’altra ipotesi invece le sette tavole si trovavano nella chiesetta di San Giovanni, sempre nella stessa località, e oggi sono divise nei musei di Norimberga, Germanisches Nationalmuseum (3 tavole), Praga, Národní Galerie (1 tavola), Uffizi (2 tavole) e l’ultima in una collezione privata di Berlino.

Congedo di san Floriano (1518-1520 circa) di Albrecht Altdorfer

Martirio di san Floriano (1518-1520 circa) di Albrecht Altdorfer

Nella seconda tappa Francesca Scialla introduce al dipinto San Girolamo (1514) di Albrecht Dürer; la tavola riporta anche le scritte SANCTUS HIERONIMUS ORA PRO NOBIS in alto a sinistra e ALBERTUS DURER NURBERGENSIS FACIEBAT PRO VIRGINIS PARTUM 1514 A.D. in alto a destra.

La terza tappa della visita virtuale è nella sezione Scene mitologiche e storiche ed è dedicata alla figura di Lucrezia (1510-1512 circa) dipinta nella bottega di Lucas Cranach, e resa, da simbolo di castità e fedeltà coniugale, immagine di bellezza erotica.

La quarta tappa è nella sezione Nature morte e vive, scene di genere, dove Francesca Scialla descrive nei dettagli una Natura morta dell’inizio del XVII secolo attribuita a Osias Beert, pittore fiammingo di nature morte e composizioni floreali, attivo prevalentemente ad Anversa.

La quinta tappa, nella sezione Vedute, è dedicata al dipinto Tempesta di mare della prima metà del XVII secolo, che mostra il mare in tempesta con le navi che si infrangono contro gli scogli, dove gruppi di persone sono impegnate nelle operazioni di salvataggio.

E infine, la visita virtuale termina nella sezione Utopie con il dipinto La Torre di Babele (fine del XVI secolo, inizio del XVII secolo), soggetto che ebbe molto successo tra i pittori fiamminghi, sia per la sua lettura allegorica e politica, che ben si confaceva al clima religioso di quegli anni, sia per la possibilità di unire scena sacra, pittura di genere, di paesaggio e di architettura.

L’esposizione, promossa dal Comune di Siena e dal Polo Museale della Toscana, si configura come una tappa del processo di riunificazione dei dipinti della Collezione Spannocchi, donati al Comune nel 1835 e conservati in larga parte nella Pinacoteca Nazionale e nel Museo Civico di Siena, presso il Santa Maria della Scala, secondo quanto previsto nell’ambito dell’accordo di valorizzazione del Sistema museale cittadino stipulato fra il Comune di Siena e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 29 giugno 2017.

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