Presentazione del libro Le nostre tracce di Arsenio Siani

Redazione SMS MAG

9 Ottobre 2019

Al Santa Maria della Scala si è parlato della violenza di genere con la presentazione del libro Le nostre tracce di Arsenio Siani e la giornalista Annalisa Coppolaro

Giovedì 3 Ottobre 2019 il Santa Maria della Scala ha ospitato presso la Sala Sant’Ansano la presentazione del libro Le nostre tracce di Arsenio Siani (edito Accademia Edizioni ed Eventi), che affronta il delicato tema della violenza sulle donne. A moderare l’incontro la giornalista Annalisa Coppolaro, che collabora con testate italiane e straniere come The Guardian e BBC World. Oltre all’autore del libro, sono intervenuti anche Ilaria Fabbri, psicoterapeuta del Centro Antiviolenza di Siena – Ass. Donna chiama Donna e Giuseppe De Nicola, presidente dell’associazione Accademia, che è anche casa editrice del libro.

Le nostre tracce è il secondo romanzo dell’autore dedicato all’argomento tristemente attuale delle donne vittime di violenza. Sin da quando era bambino, Arsenio Siani nel suo paese di origine si è trovato faccia a faccia proprio con episodi di violenza e questo l’ha reso più sensibile al tema, tanto da scrivere ben due romanzi a riguardo.

Il libro Le nostre tracce è diviso in tre parti: la prima è scritta dal punto di vista diretto delle donne, la seconda da quello degli uomini e l’ultima parte è un incontro fra prospettiva femminile e maschile. La seconda parte è quella che più tocca da vicino l’autore, che scrive appunto da uomo, quindi è un testimone e non una vittima. “Ciò che cerco di riportare attraverso queste storie è il senso del silenzio”, parla così Arsenio Siani del suo libro, un romanzo che cerca di sfondare proprio quel muro di silenzio che si crea intorno sia alla donna che subisce, sia alla società che ne è testimone, “sembra che le persone vivano il fenomeno come qualcosa di normale”, prosegue l’autore turbato.

Dopo questa introduzione al romanzo, è stata l’attrice Paola Lambardi ad intervenire con alcune letture tratte dal libro. Ha interpretato la voce dei personaggi, vittime e testimoni, riuscendo a toccare nel profondo i presenti che, in silenzio, hanno ascoltato le parole durissime e dirette di Arsenio Siani.

Per un’ulteriore sensibilizzazione sull’argomento, ha parlato la dott.ssa Ilaria Fabbri che, lavorando come psicoterapeuta nel Centro Antiviolenza di Siena, ha fornito una breve analisi del fenomeno e delle conseguenze che esso comporta. “La violenza sulle donne” ha spiegato la dottoressa “è conseguenza di una cultura che affonda le proprie radici nell’antica concezione patriarcale della società umana, una concezione che purtroppo è intrinseca al nostro modo di vivere e pertanto molto più difficile da modificare”. Le conseguenze illustrate dalla psicoterapeuta sono tantissime e devastanti per una persona. Ha poi terminato il suo intervento con parole positive, affermando che è un passo avanti il fatto che si parli molto più spesso di questo fenomeno perché bisogna diffonderlo “come i cerchi concentrici di un sasso lanciato in uno stagno”.

Successivamente ha allietato la serata Antonio Donatello De Nicola, un cantautore che con la sua voce e la sua chitarra ha cantato Rosastella, pezzo da lui dedicato a Elisa Claps vittima di femminicidio

L’evento si è concluso con l’intervento di Giuseppe De Nicola, presidente di Accademia Edizioni ed Eventi, che ha editato e pubblicato il romanzo di Arsenio Siani. “Una casa editrice particolare” ha raccontato il presidente “poiché è nata prima come associazione culturale attraverso una pagina Facebook e, dopo il successo ottenuto sul social, ha aperto un blog che è una sorta di “vetrina” per giovani scrittori, come piace definirla a Giuseppe De Nicola.

Arsenio Siani è membro dell’associazione da anni e ha scritto moltissimi articoli sul blog di Accademia. Molti di questi riguardano proprio il tema della violenza di genere e sono raccolti nella rubrica Quello che le donne non dicono. Da questi articoli hanno preso spunto i suoi due romanzi (il primo tra l’altro ha preso il titolo proprio dalla rubrica) che danno “calci nello stomaco”, a fin di bene naturalmente, come ha detto l’autore stesso, poiché avvicinano i lettori, attraverso le parole dirette, alla drammaticità di un fenomeno come quello della violenza e dell’abuso sulle donne.

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