ZOOM: La storia della lepre dalla coda corta nel Museo d’Arte per Bambini

Redazione SMS MAG

31 Agosto 2018

Con la rubrica ZOOM continua il viaggio alla scoperta delle opere della collezione del Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena

Dopo il racconto della bambina di Lost In The Jungle, SMS MAG descrive un’altra opera dal carattere internazionale dedicata ai più piccoli e contenuta all’interno della collezione del Museo d’Arte per Bambini. Rimaniamo nella sezione riservata al continente africano per scoprire quattro tele intitolate La storia della lepre dalla coda corta, realizzate nel 2005 dall’artista tanzaniano Mikidadi Bush.

Mikidadi Bush, La storia della lepre dalla coda corta, 2005, smalto su tela, Collezione Griccioli

I dipinti, ricevuti dal museo in comodato d’uso dalla Collezione Griccioli, narrano una fiaba proveniente dalla Tanzania che racconta la storia della coda delle lepre. Il racconto viene rappresentato dal pittore usando la tecnica dello smalto su tela. Lo stile, fatto di illustrazioni semplici, personaggi caricaturali e colori accesi, che attirano facilmente l’attenzione dell’osservatore, è tipico del genere pittorico tanzaniano tinga-tinga.

Questa corrente artistica deve la propria fortuna al suo fondatore Edward Said Tingatinga, che fu il primo a realizzare quadri in strati successivi di colore con della semplice vernice per biciclette. Dopo la sua morte, apprendisti e collaboratori portarono avanti questo stile pittorico, finché nel 1990 venne fondata la Cooperativa dell’Arte Tingatinga. Con il passare degli anni e il cambiamento della società anche lo stile e la tecnica pittorica sono cambiati, però i colori vivaci, che subito attiravano e tutt’ora attirano l’attenzione dei visitatori occidentali, sono rimasti.

Lo stile pittorico tinga-tinga è diventato anche un cartone animato per bambini dal titolo “Tinga Tinga Tales”

Ecco le quattro tele de La storia della lepre dalla coda corta, esposte al Museo d’Arte per Bambini all’interno del Santa Maria della Scala, con la didascalia originale tradotta in italiano:

1 – La vera storia della coda della lepre.

La lepre si rifiuta di scavare un pozzo per l’acqua e le tagliano la coda perché aveva rubato.

Quando arrivò la stagione secca, i laghi, i fiumi, le pozzanghere e gli stagni, l’erba e tutta l’acqua si prosciugarono. Allora tutti gli animali si radunarono per discutere sulla siccità e, d’accordo, decisero di scavare un pozzo. Ma la lepre si rifiutò di collaborare.

2 – La lepre si mostra senza forze e pigra, ma, in realtà, è la più furba di tutti.

Gli animali scavarono un pozzo molto profondo e trovarono moltissima acqua, tanto che il pozzo venne riempito fino all’orlo. Gli animali, molto contenti, bevvero e si lavarono, poi ripresero i loro attrezzi e andarono via senza pensare di mettere una guardia al pozzo.

3 – Il secondo giorno tutti gli animali si arrabbiano molto per aver trovato il loro pozzo molto sporco.

Nel primo giorno gli animali lavorarono e, non appena furono andati via, la lepre si tuffò nel pozzo, bevve l’acqua, si lavò e, dopo aver lasciato l’acqua tutta sporca di escrementi, se ne andò. Il secondo giorno la lepre si nascose per spiare gli animali che erano molto arrabbiati dopo aver visto il loro pozzo sporco. Il leone capì che la responsabilità era della lepre. Tutti insieme decisero di catturarla.

4 – Di notte, mentre alcuni animali dormono, altri si scaldano al fuoco e scelgono una guardia per il pozzo.

Il terzo giorno decisero di scegliere una iena per sorvegliare il pozzo. La lepre arrivò al pozzo, spiò e vide la iena, allora andò a prendere le carcasse di animali e le ossa e gliele portò. Quando la iena vide le ossa e le carcasse, la lascio bere, lavarsi e sporcare il pozzo. La mattina seguente la iena fu punita dagli altri animali.

La storia continua con la lepre che viene punita con il taglio della coda. Durante i laboratori per i bambini organizzati dal Museo d’Arte per Bambini però è lasciata loro la libertà di terminare il racconto, arrivando così a conclusioni di ogni tipo. Del dipinto, oltre alla curiosa trama, colpiscono i dettagli e i possibili significati nascosti di un’arte concettualmente lontana da noi. Ad esempio, perché questo animale è l’unico che non guarda mai verso di noi, ma ci rivolge sempre le spalle?

Potrebbe essere una rappresentazione del pittore che non si piega ai meccanismi di un genere nato per turisti occidentali? Perché poi tutti gli animali indossano delle scarpe da ginnastica, un classico oggetto del consumismo moderno?

Oppure la presenza fissa in ogni quadro dei tucani nell’estremità superiore e degli alberi in quella inferiore. Che siano degli elementi per dare un’idea di prospettiva al dipinto? Insomma le domande che possono nascere dall’osservazione delle tele sono davvero molte.

Oltre a essere un concerto di colori e strani dettagli, La lepre dalla coda corta è soprattutto una piccola finestra su un genere pittorico lontano dal mondo occidentale, quindi un passo verso quella tanto decantata multiculturalità anche in campo artistico.

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