ZOOM: Cupido mentre si benda gli occhi

Redazione SMS MAG

Cupido mentre si benda gli occhi 19 settembre 2018
Dopo Lost In The Jungle e La storia della lepre dalla coda corta, il racconto di un’altra opera del Santa Maria della Scala

La rubrica ZOOM di SMS MAG vi porta a scoprire Cupido mentre si benda gli occhi, una statuetta di terracotta dipinta che fa parte della collezione del Museo d’Arte per Bambini. L’opera, che raffigura un bambino ricondotto a Cupido (il dio dell’amore nella sua forma infantile), è stata realizzata nel 1920 e viene attribuita a Fulvio Corsini. Il putto è rappresentato con una benda sugli occhi e con una ruota alata sotto i piedi, sullo sfondo è presente un fondale di petali di rose rosse denominato Il giardino dell’amore. La scultura, che originariamente era all’interno della Gipsoteca del Museo Civico di Siena, è stata la prima opera della collezione del Museo d’Arte per Bambini. L’unico dio bambino, prima dell’avvento della religione cristiana, ha dato così inizio alla creazione di una collezione di opere che rappresentano l’infanzia o vi sono dedicate.

Fulvio Corsini, Cupido mentre si benda gli occhi, 1920, terracotta dipinta, Comune di Siena

Eppure, malgrado la giovane età, Cupido è da sempre ritenuto uno degli dei più pericolosi, proprio per quel suo potere di scatenare un impulso irrazionale e difficilmente governabile. Molte volte viene rappresentato bendato come metafora della potente illusione amorosa che non fa vedere la realtà. Un personaggio apprezzato, ma anche temuto, o meglio dolce e amaro come lo definirebbe la poetessa greca Saffo. Conosciuto come Amor o Cupido dai romani e Eros dai greci, viene raffigurato nel mondo dell’arte come un ragazzo con le ali d’oro armato di arco e frecce che colpisce il cuore delle persone per farle innamorare o come un pargoletto di pochi anni che si diverte a giocare con i sentimenti delle sue vittime.

Caravaggio, Amor Vincit Omnia, 1602-3, olio su tela, 156×113 cm, Staatliche Museen, Berlino

Guercino, Venere, Marte e Amore, 1633, olio su tela, 139×161 cm, Galleria Estense, Modena

Saffo e Faone, Jacques-Louis David, 1809, olio su tela, 225×262 cm, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo

Due racconti che lo vedono partecipe sono diventati molto celebri e vengono spesso riprodotti dagli artisti: il mito di Apollo e Dafne di Ovidio e il mito di Amore e Psiche di Apuleio. Nel primo Cupido è protagonista dell’innamoramento non corrisposto di Apollo verso la ninfa Dafne che, nel tentativo disperato di fuggire al dio del Sole, si fa tramutare in albero d’alloro. Il secondo vede Amore disobbedire alla madre Venere e innamorarsi di Psiche. Solo l’intervento di Giove salverà il loro legame, consentendone il matrimonio.

Francesco Albani, Apollo e Dafne, 1615-20, olio su lamina di rame, 17×35 cm, Museo del Louvre, Parigi

Jacques-Louis David, Amore e Psiche, 1817, olio su tela di canapa, 184×241 cm, Cleveland Museum of Art, Cleveland

Antonio Canova, Amore e Psiche, 1787-1793, marmo bianco, 155 cm, museo del Louvre, Parigi

Cupido è un personaggio che raccoglie un’insieme di miti e opere, un simbolo perfetto quindi per avvicinare il mondo dei bambini a quello dell’arte. Fin dall’inizio infatti ha ispirato molte delle iniziative promosse dal Museo d’Arte per Bambini. Ancora oggi è posto all’inizio della collezione in esposizione insieme a tre dipinti raffiguranti degli angeli bambini. Il bambino dio dell’amore infatti, nonostante la sua veneranda età, ha ancora molte storie da scrivere e raccontare con l’aiuto dei bambini che andranno ad aiutarlo.