Mostra I pittori dell’immaginario. Arte e rivoluzione psicologica

Redazione SMS MAG

Mostra I pittori dell'immaginario 28 Agosto 2018
Ancora pochi giorni per visitare la mostra I pittori dell’immaginario nella Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti all’interno del Santa Maria della Scala

Nell’ambito delle iniziative promosse per il centenario della nascita dello storico dell’arte Giuliano Briganti (1918-1992), nella Biblioteca e Fototeca a lui intitolata all’interno del Santa Maria della Scala, è in esposizione una rassegna intitolata I pittori dell’immaginario. Arte e rivoluzione psicologica, visitabile fino al 2 Settembre 2018.

Il titolo della mostra è ripreso dall’omonimo volume scritto dallo stesso Briganti, edito da Electa nel 1977, ma contemporaneamente è anche un ricordo dei temi trattati nei suoi primi corsi tenuti come professore all’Università degli Studi di Siena nel 1972 (quando venne chiamato a insegnare per la prima volta da Giovanni Previtali).

La caratteristica principale della mostra è che il visitatore può sfogliare e leggere i preziosi libri che facevano parte della biblioteca del professor Briganti acquistata dall’amministrazione comunale nel 1998 (il nucleo principale del fondo è composto da 18.000 volumi e da oltre 50.000 fotografie). Molti dei volumi sono esposti per essere consultati nel rispetto della convinzione di Briganti che fosse necessario andare alle origini delle cose ed entrare in contatto con l’opera. Allo stesso critico piaceva ricordare come da bambino avesse affinato l’occhio sulla rivista Les Arts che trovava nell’enorme biblioteca paterna e che la sua visione gli fu trasmessa da Roberto Longhi, prima amico di famiglia e poi suo maestro.

Scopo della mostra è quello di celebrare lo storico dell’arte tramite i libri della sua biblioteca e quelli scritti da lui. In particolare I pittori dell’immaginario, che apre la mostra, è stato un libro molto importante per Briganti, che gli costò un lungo lavoro di ricerca e che nacque da un periodo di forte introspezione interiore. Il risultato è un corposo volume di riflessioni (alcune frasi sono legate al mondo onirico del sogno e della notte) che giungono dalla letteratura, dalla filosofia, dalla psicoanalisi, in un percorso di scoperta dell’inconscio, nella manifestazione artistica, a partire già dall’epoca neoclassica, che per la prima volta viene definita rivoluzione psicologica proprio dallo stesso Briganti.

La rassegna prosegue con le pregevoli monografie di Johann Heinrich Füssli e John Flaxman, il catalogo della mostra sul Romanticismo di Trento del 1993 dedicata a Briganti (che aveva lavorato al progetto prima della scomparsa) e le straordinarie incisioni settecentesche di Giovanni Battista Piranesi che, con la sua La Via Appia, contenuta nell’opera Le antichità romane, ci dona una visione di Roma monumentale, strettamente legata al concetto di sublime. Si prosegue con il visionario William Blake e altri artisti come John Hamilton Mortimer, James Barry, Johan Tobias Sergel che, insieme a Füssli e Flaxman, secondo lo storico, furono i primi artisti dell’immaginario. Un percorso essenziale per la conoscenza di quella complessa corrente pittorica visionaria e fantastica e di quell’atteggiamento nei confronti del reale, che si concretizzò in Europa tra la seconda metà del Settecento a tutto l’Ottocento investendo numerosi ambiti della cultura. Per Briganti questi artisti, che per la maggior parte erano prima poeti e scrittori che pittori, furono quelli che aprirono all’arte moderna; proprio a questo legame con la letteratura è legata l’ultima parte di mostra, che vede ancora una volta protagonisti, tra gli altri, Füssli e Blake (Briganti fu il primo a studiarli in maniera così accurata), insieme a Dante Alighieri, William Shakespeare, Otto Runge e il catalogo della mostra La pittura metafisica, curata dallo stesso storico dell’arte nel 1979.

La mostra è un viaggio attraverso un periodo tormentato, inquieto e nostalgico, soggetto a violente rivoluzioni; certo tumultuoso, ma allo stesso tempo vivo e vibrante. In mezzo a questo mare in burrasca c’è un’illustrazione di Blake sulla Divina Commedia che è una perfetta metafora del lavoro fatto da Briganti: il gigante Anteo, che si trova nel Pozzo dei giganti, punto di connessione tra l’ottavo e il nono cerchio dell’inferno, sposta con delicatezza Virgilio e Dante nel cerchio successivo, allo stesso modo il libro I pittori dell’immaginario e il suo autore ci accompagnano durante tutta questa mostra e in questo periodo storico così meravigliosamente complesso.

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