Intervista con Raul Betti e Greta Ruffino

Redazione SMS MAG

26 Settembre 2019

La mostra Viagem Sem Programa di Álvaro Siza raccontata dai curatori Raul Betti e Greta Ruffino

SMS MAG ha incontrato e fatto una “intervista a due” a Raul Betti e Greta Ruffino, i curatori della mostra Viagem Sem Programa, un progetto itinerante che espone i ritratti e i disegni di viaggio di Álvaro Siza, al Santa Maria della Scala fino al 6 Ottobre 2019.

 

Raul Betti e Greta Ruffino, come avete selezionato i disegni che sono esposti al Santa Maria della Scala?

Raul Betti Abbiamo cercato di scegliere dei disegni che fossero quanto più distanti dall’architettura in senso stretto, perché tutti ormai conoscono abbastanza bene la produzione architettonica e di oggetti di design di Siza.

Greta Ruffino A noi, invece, interessava il tema, ancora non affrontato, del disegno privato, del disegno di viaggio e del disegno diciamo… di ritratti! 

Raul Betti Sì, o anche ludico, puramente estemporaneo… 

Greta Ruffino … che lui fa quando è seduto a cena con gli amici. Quando è in un momento di relax disegna anche la persona con cui sta parlando. Fa ritratti, è un suo modo di fissare dei momenti. Tra l’altro lo fa con un’abilità, una capacità unica, veramente incredibili.

Raul Betti La volontà era proprio quella di non inserire architetture. Gli unici panorami che possiamo vedere sono sempre legati o abbinati alle persone che vivono in luoghi. Se vediamo o intuiamo la struttura del Pantheon di Roma è perché in quel momento Siza era seduto lì davanti…

     

E’ molto singolare quel disegno…

Raul Betti Diciamo che era interessenza perché non c’era solo l’architettura, ma anche Siza che si dichiarava, autorappresentandosi.

Greta Ruffino Sì, era anche una sua firma quella di disegnarsi mentre disegna e quindi di far vedere che era in quel luogo in quel momento.

Raul Betti E’ un po’ il suo modo di fotografare. Gli abbiamo chiesto anche se in passato avesse fotografato e lui “Sì, l’ho fatto come tutti”, però poi non ha proseguito. E una volta ha detto che ci sono persone molto più brave di lui a fotografare. Probabilmente a lui piace eccellere, quindi credo che abbia agito in questo senso.

Greta Ruffino La volontà di inserire elementi architettonici nei disegni era chiara sin dall’inizio, ed era un tema condiviso con Siza.

 

Ma quanti sono i disegni che ha realizzato Siza?

Raul Betti Credo che nemmeno i suoi archivisti lo sappiano, perché Siza ha una produttività ossessiva compulsiva.

Possiamo dirlo?

Raul Betti Sì, sì!

Greta Ruffino Anche lui lo dichiara, parla proprio di un impulso che non riesce a fermare. Quindi penso che i disegni siano migliaia, anche un pò sparsi, perché alcuni li fa e poi li regala… adesso sta disegnando sui pacchetti di sigarette. Quindi ogni giorno, fumando più pacchetti di sigarette, produce tanti disegni.

 

Che strumenti usa per disegnare?

Raul Betti Normalmente usa la penna a sfera, ma anche la “fine pen” e la grafite. Ma principalmente la penna perché con quella riesce ad avere una gestione del tratto più precisa e più puntuale, più adatta per il suo stile.

 

Comunque parliamo di una produzione intima e personale?

Raul Betti Sì, assolutamente.

Greta Ruffino Tra l’altro questi disegni che noi abbiamo selezionato seguono un excursus temporale per mostrare anche l’evoluzione del suo tratto che si fa sempre più dettagliato.

A voi ha fatto il ritratto?

Greta Ruffino No, ce lo aveva promesso, ma non lo ha fatto.

Non lo avete ispirato?

Raul Betti Non abbiamo avuto il coraggio di insistere.

 

Quindi voi eravate già a conoscenza di questi disegni?

Raul Betti Noi abbiamo avuto un incontro con Siza nel 2005 per altri motivi e in quell’ occasione ci ha suggerito dei luoghi da visitare, ci ha dato delle indicazioni, è stato estremamente cordiale e disponibile. Aveva una grande curiosità, ci ha fatto delle domande, ha cercato di indagare, di capire, e si è mostrato veramente orientato alla condivisione della sua esperienza, del suo trascorso. E quando noi siamo usciti dallo studio (me lo ricordo ancora come se fosse oggi), siamo rimasti colpiti proprio da questa sua estrema disponibilità e umanità, e ci siamo detti che sarebbe stato bello, in qualche modo, veicolare questo aspetto.

Greta Ruffino Nel suo archivio (c’è una persona che se ne occupa e lo segue da oltre 30 anni) ci sono una grande quantità di disegni che fanno parte della sua collezione, che non sono mai usciti da lì e che non sono mai stati pubblicati. E quindi abbiamo deciso di raccontare qualcosa di diverso, un aspetto che non era mai stato indagato, se non in una pubblicazione dedicata a dei disegni.

 

Quindi la proposta è partita da voi?

Greta Ruffino Sì, gli abbiamo fatto una proposta, ma più di 5 anni dopo il nostro primo incontro nel 2005.

Raul Betti Ci sono voluti 5 anni…

Greta Ruffino C’era l’idea di fare qualcosa, però solo nel 2010 abbiamo deciso di scrivergli e di proporgli che avevamo l’idea di fare un progetto su questi disegni. Conoscevamo questa produzione che però, ovviamente, non era mai stata raccontata.

Raul Betti Qualcosa si era visto, più che altro quaderni di viaggio che sono legati all’architettura dei progetti. Noi volevamo andare oltre.

Greta Ruffino Volevamo andare oltre. Quindi siamo tornati più volte a fare degli incontri in Portogallo con lui, e poi alla fine il nostro progetto ha preso forma. Dal 2010, da quando lui ha detto di sì, sono passati altri 2 anni.

Il progetto Viaggio Senza Programma è composto da 53 disegni, perché questo numero?

Greta Ruffino Perché 53 è il numero civico dello studio di Siza. Ci sembrava un numero magico, rimanda al mondo di amicizia, di relazioni, di scoperte, di viaggi di cui si parla anche nella mostra.

Chi è Álvaro Siza?

Tracce di vita…

Greta Ruffino Lo studio di Siza a Porto è condiviso con quello di altri grandi architetti e ingegneri, quando in Italia gli architetti si fanno la guerra. Il 53 è il numero di questo indirizzo e racconta proprio da dove proviene tutta questa cultura di condivisione.

  

Fotografie di Raul Betti

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