Inaugurazione mostra Graffi Profondi dell’Anima

Redazione SMS MAG

21 Dicembre 2018
Foto dell’inaugurazione della mostra Graffi Profondi dell’Anima. Il Graffito di NOF4 e l’ospedale psichiatrico di Volterra, aperta al pubblico dal 19 Dicembre 2018 al 31 Gennaio 2019

È stata inaugurata mercoledì 19 Dicembre 2018 presso il Santa Maria della Scala di Siena la mostra Graffi Profondi dell’Anima. Il graffito di NOF4 e l’ospedale psichiatrico di Volterra, promossa dall’Associazione Onlus di Volterra Inclusione Graffio e Parola, alla presenza del Direttore del Complesso Museale Daniele Pittèri e del Sindaco di Volterra Marco Buselli.


Il percorso dell’esposizione si articola in due parti distinte ma contigue: la prima è una ricostruzione dell’ospedale psichiatrico nei sui tratti più peculiari, la seconda interamente dedicata all’artista Nannetti Oreste Fernando (NOF4) e all’esposizione di parte dell’intonaco da lui graffiato.

Nella ricostruzione del manicomio, si passa da un muro con i disegni fatti dai detenuti, che riportano soltanto un nome come identificativo dell’autore, simbolo della perdita di personalità e individualità che avveniva durante l’internamento. Ci si trova poi davanti agli strumenti che venivano utilizzati all’interno dell’ospedale psichiatrico, come le cinghie di trattenimento e l’elettroshock. Questa sezione è accompagnata da una video testimonianza di Pietro, un paziente che ha subito l’elettroshock otto volte.

Nella sala accanto, ci si ritrova immersi in una ricostruzione di quella che era la vita quotidiana dei detenuti, dall’abbigliamento femminile e maschile, alla camera da letto, alla sedia a rotelle, alle stoviglie, ai ferri dell’infermeria interna al manicomio.

Ed è proprio la sezione del vestiario maschile che introduce al passaggio nella Sala di Sant’Ansano, dove l’esposizione si concentra sull’artista Nannetti Oreste Fernando, ovvero NOF4, detenuto dal 1958 a Volterra, che graffiava le pareti con la fibbia di chiusura del panciotto fornito a tutti i detenuti. NOF4 era un visionario, un sognatore e riuscì a trovare la sua isola di libertà sul muro che lo teneva prigioniero, graffiandolo con un codice del tutto personale, ma decifrabile e traducibile.

Il graffito venne sviluppato dall’artista in 10 anni, fin quando non gli venne data carta e penna per continuare i suoi lavori. I suoi segni sono lettere a parenti immaginari, in cui parla anche dell’ospedale stesso, e sono stati definiti come una “mappa mentale di un degente in una struttura psichiatrica”.

Nannetti Oreste Fernando

Nannetti Oreste Fernando nasce a Roma presumibilmente nel 1927, dalla madre Concetta Nannetti e padre ignoto. Della sua vita si sa soltanto che verso i 7 anni venne trasferito in un ospedale di carità romano e a 10 anni venne internato per la prima volta in un ospedale psichiatrico. Nel 1948 venne denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale e nel 1958 venne trasferito nell’ospedale psichiatrico di Volterra, nella sezione giudiziaria Ferri. Visse nell’ospedale fino alla sua chiusura nel 1978, morì poi all’Istituto Bianchi di Volterra nel 1994.

Negli anni trascorsi presso l’ospedale volterriano, Nannetti incise una serie di graffiti sugli intonaci del complesso grazie alla benevolenza di un infermiere che operava lì. Uno, lungo 180 metri e alto in media 2, correva intorno al padiglione dell’istituto. L’altro, lungo 102 metri e alto in media 20 centimetri, occupava il passamano in cemento di una scala. 

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