Il Santa Maria della Scala diventa museo di rilevanza regionale

Redazione SMS MAG

20 settembre 2018
Dopo un concerto di lavori, produzione e programmazione culturale durato due anni, il complesso museale ottiene il riconoscimento di museo di rilevanza regionale che permette l’accesso ai fondi della Regione Toscana

La Regione Toscana, con apposito decreto 14140 del 12 settembre 2018, ha riconosciuto il Santa Maria della Scala museo di rilevanza regionale.

Il Tesoro del Santa Maria della Scala riportato alla luce

Un risultato molto importante e lusinghiero, soprattutto alla luce della bocciatura ricevuta nella primavera del 2016, quando pur in presenza di un Regolamento e di un direttore di freschissima nomina, la Regione aveva rilevato la mancanza di requisiti essenziali, quali l’assenza di un’attività di produzione culturale ed espositiva continuativa, l’assenza di attività di ricerca e studio e di un sistema di customer satisfaction, il non adeguamento alle norme di sicurezza antincendio, una scarsa attività di cura, restauro e valorizzazione del patrimonio.

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In soli 2 anni il Santa Maria della Scala ha colmato tutte le lacune, realizzando 22 mostre fra cui quella su Ambrogio Lorenzetti, 5 convegni internazionali e più di 100 eventi, oltre 70 restauri, un sistema di customer satisfaction informatizzato, un’intensa attività di ricerca e di pubblicazioni, rilanciando la biblioteca Briganti, i cui utenti nel solo 2017 sono raddoppiati, riordinando e ricatalogando le collezioni.

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Soprattutto ha realizzato un sistema di sicurezza antincendio, antieffrazione e videosorveglianza, a tutela dell’immobile, delle opere, dei visitatori e dei lavoratori, grazie a importanti investimenti e a una stretta collaborazione con il Corpo dei Vigili del Fuoco.

Il Tesoro del Santa Maria della Scala nella Sagrestia Vecchia

Dal 18 Aprile 2018 le reliquie sono tornate nella Sagrestia Vecchia

L’Arliquiera di Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, nella Sagrestia Vecchia

Inoltre, pur non essendo presi in considerazione dalla Regione, poiché non rientrano nei parametri richiesti, vanno segnalati anche: la realizzazione di impianti di controllo microclimatici e dell’umidità nelle sale espositive, grazie ai quali è stato possibile esporre le opere di Ambrogio Lorenzetti provenienti dai grandi musei internazionali, e l’aumento dei visitatori, più che raddoppiati in due anni e in crescita anche nel corso del 2018.

Immagine della mostra dedicata ad Ambrogio Lorenzetti

L’accreditamento tra i musei di rilevanza regionale è un incentivo fondamentale al mantenimento di standard qualitativi alti e, al contempo, uno strumento imprescindibile per l’accesso ai fondi ordinari della Regione destinati ai musei.

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Il riconoscimento della rilevanza regionale – sottolinea il direttore Daniele Pittèriè stato uno degli obiettivi che ci siamo posti. Viste le lacune da cui partivamo, era un obiettivo molto ambizioso, che è stato possibile raggiungere grazie ad un insieme di fattori: l’impegno dell’amministrazione comunale, in particolare del Consiglio e della Giunta; la competenza del personale interno, la collaborazione con altri enti e istituzioni. D’altra parte, se da un lato la qualifica raggiunta apre la possibilità al Santa Maria di accedere ai fondi regionali ordinari per i musei, dall’altra costituisce uno stimolo, non solo a mantenere gli standard raggiunti, ma a migliorarli, anche perché tale riconoscimento è sottoposto a verifica ogni 3 anni”.

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