SMS EDU Il progetto Musei, Arte, Autismi al Santa Maria della Scala

Redazione SMS MAG

25 Febbraio 2019

Art for all, liberi di sperimentare è il nome del programma ideato dal Museo d’Arte per Bambini in collaborazione con il Centro Psicopedagogico Tabit per il progetto Musei, Arte, Autismi

Il Museo d’Arte per Bambini del Santa Maria della Scala ha partecipato, in collaborazione con il Centro Psicopedagogico Tabit e con il patrocinio dell’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe, a Musei, Arte, Autismi, un progetto pilota della Regione Toscana finalizzato alla creazione di nuovi programmi museali accessibili alle persone con disturbi dello spettro autistico. Il progetto, al quale hanno preso parte Stefania Villani del Museo d’Arte per Bambini, Claudia Rossi Paccani e Giada Petricci del Centro Psicopedagogico Tabit, è consistito in una prima parte di formazione e in una successiva di attività sperimentali da svolgere all’interno del museo del territorio di riferimento. SMS MAG ha chiesto alle partecipanti al progetto qualche dettaglio in più su questa esperienza.

Credits Andrea Scalabrelli

A proposito della formazione Claudia Rossi Paccani, psicologa del Centro Psicopedagogico Tabit, ha raccontato “Il progetto nel quale siamo stati partner del Santa Maria della Scala è nato dal corso di formazione Musei Arte Autismi, rivolto a “gruppi territoriali” di operatori esperti di autismo e educatori museali, al quale abbiamo partecipato io e la mia collega Giada Petricci su invito dell’Associazione Autismo Siena con la quale abbiamo una stabile collaborazione da circa due anni. L’obiettivo principale è stato unire le competenze richieste per progettare e realizzare percorsi museali accessibili e pienamente fruibili da bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Il corso di formazione, a cura delle associazioni Autismo Firenze e L’immaginario, si è svolto in tre giornate di incontri frontali, con interventi di educatori museali ed esperti in autismo, workshop, parti esperienziali, presentazione di percorsi già svolti e materiali ad hoc, più una giornata di osservazione di un’esperienza pilota presso le Gallerie degli Uffizi a Firenze. Il corso è stato un’ottima opportunità per formare il gruppo di lavoro, raccogliere spunti, confrontarsi, oltre che la possibilità di lavorare in sinergia con educatori museali, un grosso valore aggiunto, uno stimolo e un arricchimento. A conclusione del corso, ogni gruppo di lavoro ha presentato un progetto per il museo del proprio territorio, frutto di una riflessione e progettazione congiunta”.

Credits Andrea Scalabrelli

Il progetto messo a punto per il Santa Maria della Scala è stato chiamato Art for all, liberi di sperimentare e prevede 4 incontri all’interno del museo con le professioniste che hanno seguito la formazione. Il primo si è svolto sabato 23 Febbraio 2019 con tre giovani adulti con Sindrome dello Spettro Autistico seguiti dal centro Psicopedagogico Tabit. A parlarne a SMS MAG la nostra educatrice museale Stefania Villani: “La profonda conoscenza del Santa Maria della Scala e dei ragazzi ha consentito di pensare un percorso ad hoc per una prima esperienza pilota da realizzare presso il museo per il primo incontro. Sono state selezionate 4 opere e ad ognuna sono state collegate diverse attività, cercando di attivare più canali sensoriali, offrendo diverse stimolazioni, ma senza sovraccaricare e creare “rumore cognitivo”. Abbiamo utilizzato il canale visivo, uditivo e tattile, proponendo puzzle, video e stimolazioni sonore”.  

Credits Andrea Scalabrelli

E sulle dinamiche del laboratorio è stata la dott.ssa Giada Petricci del centro Tabit ha sottolineare come siano state scelte: “I ragazzi, per evitare il disorientamento, sono stati precedentemente avvicinati al museo con delle visite “libere”, durante il percorso autonomia proposto per ragazzi e giovani adulti dal centro Tabit, e preparati con una storia sociale volta a rafforzare il senso di prevedibilità e la conoscenza dello script “Museo”. Sono state create delle regole per muoversi all’interno del museo, con il supporto delle immagini di comunicazione aumentativa alternativa per chi non aveva acquisito la lettoscrittura e sono stati predisposti materiali specifici per le attività proposte. La visita si è aperta con un momento di conoscenza di Stefania, l’educatrice museale del Santa Maria della Scala, che ci ha guidati nella visita, di condivisione delle regole, per scelta espresse in positivo e di comunicazione del simbolo identificativo delle opere e consegna della mappa per spostarsi all’interno del museo. I ragazzi hanno risposto molto bene, hanno partecipato con piacere alle attività, che sono risultate ben calibrate, e hanno seguito Stefania durante la mattinata”. 

Credits Andrea Scalabrelli

E infine la dott.ssa Claudia Rossi Paccani ha aggiunto soddisfazione “Come responsabile del centro Tabit ritengo che l’aspetto più significativo della collaborazione e del progetto sia la rete che consente di creare sul territorio, oltre che la possibilità di offrire ai ragazzi uno spazio di piacevolezza, “normalità” e lentezza all’interno di un luogo storico e prezioso della loro città. In più di un’occasione qualcuno di loro si è soffermato a guardarsi intorno per osservare le opere e l’ambiente circostante. L’impossibilità di comunicare verbalmente le loro impressioni ci rende talvolta inaccessibile il loro pensiero, ma la voglia di “stare” nell’esperienza, anche forse per un tempo più lungo di quello proposto, è stato un feedback molto importante. A conclusione è stato proposto un momento di restituzione in cui, con un’attività semi-strutturata è stato proposto ai ragazzi di rappresentare liberamente con i colori qualcosa che era loro piaciuto dell’esperienza. La scelta di un’attività che lasciasse margini di libertà è stata intenzionale e, infatti, ha consentito ai ragazzi di esprimersi, anche semplicemente con la scelta del colore o con un tratto sul foglio che lasciasse traccia dell’esperienza”.  

Credits Andrea Scalabrelli

I prossimi incontri, che si svolgeranno sempre al Santa Maria della Scala, saranno il 16 Marzo con giovani adulti e il 13 Aprile e il 18 Maggio 2019 con bambini in età scolare sempre frequentanti il Centro Psicopedagogico Tabit. Il centro fa della formazione continua, della ricerca e del forte legame con il territorio, la propria scelta professionale e personale e realizza progetti di sensibilizzazione promozione sociale con l’obiettivo di diffonde buone prassi educative condivise con la famiglia, con la scuola, con la comunità, per favorire la crescita e il miglioramento delle abilità personali.

Iscriviti a SMS MAG LETTER