I restauri per la mostra Una città ideale nella Pinacoteca Nazionale di Siena

Redazione SMS MAG

10 Dicembre 2018
In occasione della mostra Una città ideale. Dürer, Altdorfer e i maestri nordici dalla Collezione Spannocchi di Siena, che inaugurerà il 13 Dicembre 2018 al Santa Maria della Scala di Siena, SMS MAG continua l’approfondimento sulle operazioni di restauro

Ancora il dietro le quinte della prossima mostra Una città ideale. Dürer, Altdorfer e i maestri nordici dalla Collezione Spannocchi di Siena, aperta al pubblico dal 14 Dicembre 2018 al 5 Maggio 2019 presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala. Dopo aver documentato il lavori di restauro presso l’antico ospedale, SMS MAG vi porta alla scoperta dei restauri che si stanno effettuando presso la Pinacoteca Nazionale di Siena.

Il dietro le quinte della prossima mostra dedicata ai maestri nordici del XVI e XVII secolo

Abbiamo incontrato nel suo laboratorio Elena Pinzauti, funzionaria restauratrice della Pinacoteca Nazionale di Siena. La restauratrice si sta occupando della manutenzione dei dipinti Decollazione di San Giovanni Battista del Maestro di Pulkau (attr.) (secondo decennio del XVI secolo), Paesaggio con Tobiolo e l’Angelo della Scuola di Gillis van Coninxloo (fine del XVI secolo – inizio del XVII secolo) e San Girolamo nello studio di Hendrik van Steenwijk il Giovane (1602). Queste opere, che fanno parte della Collezione Spannocchi, sono normalmente conservate ed esposte nella Sala Spannocchi della Pinacoteca Nazionale di Siena.

Come per i dipinti che stanno restaurando Mauro Lamioni e Luca Bellaccini negli spazi del Santa Maria della Scala, anche in questo caso “si tratta di lavori di manutenzione piuttosto che di restauro” ha affermato la restauratrice Elena Pinzauti, poichè sono operazioni di maquillage che vanno a migliorare aspetti legati alla presentazione estetica delle opere.

Particolare è il caso di San Girolamo nello Studio che, essendo un dipinto ad olio su rame come altri della Collezione Spannocchi, necessita di operazioni più accurate di manutenzione. Nella tecnica dell’olio su rame l’imparentamento tra colore e supporto è diretto e, data la scarsa adesività della pittura al metallo, i vari strati hanno più difficoltà a legarsi tra loro. Differentemente la conservazione dei dipinti su tela risulta più semplice, in quanto il rame richiede operazioni di chiusura in ripresa pittorica di puntini di colore caduti dal dipinto con colori a vernice. Singolarità di questo quadro è che, sotto la finestra, vi sono apposte firma dell’artista e data “H.V. Steenwyk 1602”.

Quasi nessuna delle cornici dei dipinti è originale, trattandosi di soggetti sacri e profani provenienti da collezioni finalizzate all’arredo domestico, anche se ne sono interessanti i rilevamenti di scritte a matita sui bordi che testimoniano le catalogazioni e inventariazioni legate alle fasi storiche della Collezione Spannocchi.

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