Proroga della mostra Graffi Profondi dell’Anima

Redazione SMS MAG

30 Gennaio 2019

E’ stata prorogata fino al 10 Febbraio 2019 la mostra Graffi Profondi dell’Anima. Il Graffito di NOF4 e l’ospedale psichiatrico di Volterra, ospitata dal Santa Maria della Scala di Siena e promossa dall’Associazione Onlus di Volterra Inclusione Graffio e Parola

La mostra Graffi Profondi dell’Anima. Il Graffito di NOF4 e l’ospedale psichiatrico di Volterra, ospitata negli ambienti dell’ex Refettorio all’interno del Santa Maria della Scala di Siena, è stata prorogata fino al 10 Febbraio 2019. La mostra, promossa dall’Associazione Onlus di Volterra Inclusione Graffio e Parola, si propone di fornire al visitatore gli strumenti necessari alla comprensione delle misere condizioni di vita degli internati nel manicomio di Volterra prima della sua chiusura.

Storie diverse accomunate dalla malattia o troppo spesso da comportamenti reputati anormali. Ogni singolo mattone che conserva cifre e non più nomi, identità, ricordi, acquistano dignità nello spazio espositivo. La malattia, la sofferenza, la solitudine sono solamente alcuni dei termini che scivolano sulle pareti dell’istituto, precludendo ogni paesaggio esterno.

Inaugurazione mostra Graffi Profondi dell’Anima

La prima delle sale racconta attraverso parole aspre, taglienti e prive di retorica gli aspetti psico-fisici di un uomo che dà voce alla propria esperienza tramite un video, rapendo lo spettatore e ponendolo a tu per tu con un mondo abitato da sole grida prive di voce, lacrime d’amore, abbandoni. Un quadro amaro dove non esiste possibilità di scelta. Ai lati, opere figurative disposte asimmetricamente testimoniano l’unica espressione permessa: la pittura. Parola che diviene colore, ombra, luce, tradotta da una mano insicura e timorosa della vita, che li ha traditi senza rimorsi alcuni. Vita che li ha resi vittime di una diversità accolta non come ricchezza ma come indigenza.

La sala continua propone invece resti materiali legati al corpo. Sono indumenti maschili e femminili, un apparecchio per l’elettroterapia, un letto sul quale riposare, provare a dimenticare un brutto sogno affollato da uomini che impediscono la libertà. Forse, quella fuga tanto sperata si chiama morte ed è la sola possibilità di riscatto, di un passato dimenticato ed un presente senza futuro.

Il graffio di NOF4 e l’Art Brut

 

Adiacente agli spazi sopracitati e, in chiusura della mostra, un ‘reperto’ colto dal variegato mondo dell’arte: il segno lasciato da Oreste Fernando Nannetti, in arte NOF4, pittore e graffitista nato a Roma e morto a Volterra. Uomo prima che artista, NOF4 dedicò all’incisione la totalità dei suoi anni di internamento. Si inizia con una sintesi della sua vita e quella che è stata la sua dimora per gran parte della sua esistenza: il manicomio. I pannelli guidano il visitatore verso la conoscenza del luogo ospitante e del suo ospitato. Ma la verità di questa personalità, quanto più singolare, viene offerta dai frammenti prelevati direttamente dalla sua stanza; graffi, solchi che testimoniano un istinto brutale, maschera di una arrendevolezza faticosa da accettare. Involontariamente pone agli occhi del visitatore una cruda visione della vita, espressa mediante segni circolari, linee angolate, figure geometriche alternate ad altre umane rendendole uno dei più alti esempi di Art Brut. E’ un universo popolato da migliaia di forme avvolte nel mistero e le pagine di un diario personale che difficilmente può essere compreso. Sogno o realtà, illusione o ricerca del sé perduto, il dialogo di NOF4 pone a contatto diretto con alcune riflessioni sul valore della vita ed il modo di affrontarla, perché chi meglio di lui poteva conoscere veramente il valore di un sole visto da dietro le sbarre?

 

 

Iscriviti a SMS MAG LETTER