Una rilettura sulla Fonte Gaia

Redazione SMS MAG

25 Gennaio 2019

SMS MAG vi propone la rilettura di un articolo sulla Fonte Gaia pubblicato nel 2000 su Il Giornale del Santa Maria della Scala a firma di Annamaria Giusti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze

Al 3° livello del Santa Maria della Scala ci sono i resti della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (1374 circa – 1438), ultimata nel 1419, dopo circa dieci anni dall’avvio del progetto. La fonte, costruita per essere posta al centro di Piazza del Campo a Siena, venne decorata con i rilievi della Madonna (protettrice della città) e affiancata dalle Virtù, indispensabili ispiratrici del Buon governo. Ma il materiale impiegato per la sua realizzazione, cioè il marmo della Montagnola senese, non resse all’usura del tempo e alla noncuranza di alcuni cittadini. Così nel 1859 fu deciso di sostituire la fonte di Jacopo della Quercia con una copia realizzata in marmo di Carrara (più duraturo e consistente) che venne commissionata allo scultore Tito Sarrocchi (1824 – 1900). Il monumento, che si può ancora oggi ammirare nel Campo, fu inaugurato solo dieci anni più tardi e venne protetto da una cancellata dell’architetto Giuseppe Partini.

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Una volta rimossi da Piazza del Campo, i resti della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia vennero riordinati nel 1904 nella Loggia dei Nove di Palazzo Pubblico, dove rimasero fino al 1989, anno in cui iniziarono i restauri sotto la supervisione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze che, dal 2000 al 2010, vennero effettuati nello spazio apposito all’interno del museo Santa Maria della Scala.

SMS MAG vi propone una rilettura dell’articolo Passato e futuro di una fonte… pubblicato nel Marzo 2000 su Il Giornale del Santa Maria della Scala Siena a firma di Annamaria Giusti all’epoca Direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (VERSIONE PDF).

Oggi al Santa Maria della Scala, ai marmi originali della Fonte Gaia sono stati avvicinati, per un opportuno confronto, sia i modelli in gesso di Tito Sarrocchi, sia i calchi tratti dalla fonte di Jacopo della Quercia prima dello smontaggio da Piazza del Campo.

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